AGIPRESS – Se il mercato immobiliare italiano mostra segnali positivi per quanto riguarda le compravendite in questi primi tre mesi del 2025, osservando l’andamento delle locazioni si evidenzia invece un rallentamento. Stando infatti a quanto rilevato da Immobiliare.it Insights, proptech company del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare, nel confronto con il primo trimestre del 2024 la domanda* di chi cerca casa in acquisto è cresciuta di oltre il 18%. L’offerta, di contro, è rimasta praticamente stabile nel periodo (+0,3%) anche se va sottolineato come sia principalmente il Meridione a mostrare un accumulo di stock (+8% il Sud e +5,1% le Isole), mentre nel Nord del Paese questo decresce nello stesso arco di tempo. Prezzi sempre in crescita che sfiorano il +3% sui 12 mesi (fermandosi poco al di sotto dei 2.100 euro/mq), ma con un rallentamento visibile nel confronto con l’ultimo trimestre del 2024, +1,1%. La locazione invece, a fronte di una crescita dei canoni che, anno su anno, ha superato l’8% (13,8 euro/mq), mostra una domanda in calo del 2% rispetto a inizio 2024, trainata dal -9,2% del Nord-Est. L’offerta cresce, quindi, in maniera significativa rispetto a 12 mesi fa, +18%, restando poi fortemente positiva anche nel confronto con l’ultimo trimestre del 2024 (+8,2%).
Per quanto riguarda la locazione, chi soffre di più il calo consistente della domanda sono le grandi città (quelle con più di 250.000 abitanti) che nel confronto anno su anno mostrano un -13%. Al contrario, nei piccoli centri (meno di 250.000 abitanti), la richiesta di case in affitto cresce di oltre il 6% nello stesso periodo, e addirittura di quasi il 10% nel confronto con l’ultimo trimestre del 2024. Questo sebbene i canoni di locazione siano aumentati in maniera più rilevante nei 12 mesi proprio nelle città più piccole, +7,1%, arrivando a toccare i 10 euro/mq. Nei grandi centri la crescita rimane significativa ma si ferma poco sotto il 6%, con il canone medio che comunque supera i 18 euro/mq. «La crescita sostenuta dei canoni ha naturalmente portato a una contrazione della domanda di case in locazione – dichiara Luke Brucato, Chief Strategy Officer di Immobiliare.it Insights – Soprattutto nei grandi centri, dove la cifra da allocare mensilmente ha cominciato a incidere in maniera sempre più rilevante sul budget famigliare, in molti hanno preferito acquistare, probabilmente trovando la rata del mutuo più sostenibile dell’affitto, soprattutto dopo la discesa dei tassi d’interesse». Parallelamente, l’accumulo di stock in offerta rispetto a inizio 2024 è più rilevante nelle grandi città (+25,5%) che nelle piccole (+12%). A livello di richiesta di case in vendita, invece, i grandi e i piccoli centri mostrano una crescita assolutamente confrontabile – +20,4% nel primo caso, +18,9% nel secondo – così come succede con i prezzi, che nelle grandi città sono aumentati del 4,3% in un anno mentre in quelle di dimensioni minori del 3,3%. Acquistare casa in una grande città costa comunque ancora quasi il doppio rispetto a farlo in una cittadina (3.492 euro/mq vs. 1.808 euro/mq). Il discorso cambia per l’offerta che, se nei grandi centri decresce rispetto a inizio 2024 (-5,5%), nei piccoli presenta invece un accumulo nello stesso periodo (+1,4%), anche se nel confronto con l’ultimo trimestre dello scorso anno la situazione torna in pareggio, assestandosi per entrambi su una sostanziale stabilità.
Se Bari si conferma come il capoluogo dove i prezzi di vendita sono cresciuti di più nei 12 mesi, +8,4%, sfiorando i 2.200 euro/mq, è però Aosta quello in cui la richiesta da parte di potenziali acquirenti è aumentata in maniera più consistente, +50,1%. Milano è ancora il capoluogo più caro con i suoi 5.466 euro/mq, in aumento dell’1,7% rispetto a inizio 2024. Per quanto riguarda i canoni, invece, è Catanzaro a conquistare il primo gradino del podio in quanto a crescita annuale, +27,4% (con 7,6 euro/mq), mentre è Potenza la città dove la richiesta di case in affitto è aumentata di più nello stesso periodo, quasi del 70%. Anche in questo caso è Milano il centro più costoso del Paese, 22,6 euro/mq.
Nel confronto con il primo trimestre del 2024, l’accessibilità dei single si mostra in crescita di circa 4 punti percentuali sia nei grandi che nei piccoli centri, anche se, in questi ultimi, la percentuale di mercato in offerta affrontabile da chi cerca casa da solo è pari al 30,4%, mentre nelle città più grandi non arriva al 14%.